Il Regime Forfettario

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La Legge n. 190/2014 ha introdotto il regime fiscale c.d. “forfetario”.

Il regime agevolato è riservato alle persone fisiche che realizzano ricavi o compensi inferiori ad € 85.000 (limite aumentato dai precedenti € 65.000 dalla legge di Bilancio 2023), e prevede la determinazione del reddito con l’applicazione ai ricavi/compensi di un coefficiente di redditività differente a seconda del tipo di attività svolta.

Il reddito è assoggettato ad un’imposta sostitutiva pari al 15%.

Inoltre:

  • per i contribuenti che intraprendono una nuova attività, è prevista l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 5% per i primi cinque anni;
  • a favore delle imprese (iscritte alla gestione artigiani e commercianti) che applicano il regime forfetario, è prevista la possibilità di applicare un regime agevolato ai fini contributivi, su opzione, nel quale i contributi previdenziali sono ridotti del 35%.

Ma quali sono nello specifico i requisiti per accedere al regime agevolato?

Per accedere al regime forfetario bisogna soddisfare tre principali requisiti:

  • essere una persona fisica ed esercitare un’attività di impresa, di arte o professione (incluse le imprese familiari). Quindi, per godere delle agevolazioni bisogna essere un libero professionista o una ditta individuale, mentre sono escluse le società e associazioni professionali.
  • limite dei ricavi e dei compensi.

Come visto all’inizio, la somma dei ricavi e dei compensi dell’attività non deve superare gli 85.000 € annui.

  • limite delle spese per personale dipendente o per lavoro accessori.

La somma delle spese sostenute per il personale e per il lavoro accessorio non può superare l’importo massimo di € 20.000.

La Legge di Bilancio 2020, oltre alle varie modifiche apportate al regime forfetario, ha inoltre previsto un sistema di premialità per incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica.

Cosa succede se il limite di ricavi e compensi viene superato?

In questo caso la Legge di Bilancio del 2023 stabilisce che:

  • se superi il limite di 85.000 euro, ma non più di 100.000 euro, rimani per quell’anno nel regime forfettario, per cui paghi solo l’imposta sostitutiva prevista e continui a godere delle semplificazioni e dei benefici. Dall’anno successivo, però, non potrai aderire al sistema forfettario e alla sua tassazione agevolata, ma dovrai passare al sistema ordinario.
  • se superi la soglia di 100.000 euro, uscirai immediatamente dal sistema forfettario e dovrai addebitare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) sulle fatture successive.

Se successivamente i requisiti prescritti torneranno a essere rispettati, si potrà rientrare nel regime agevolato nell’anno successivo a quello di mancato superamento dei limiti.

Il regime forfetario offre anche diversi vantaggi, che non si limitano ad un’aliquota più conveniente.  Infatti, con questo regime fiscale si ha diritto ad una serie di semplificazioni contabili e fiscali, come quelle relative all’IVA e le imposte sui redditi.

Entriamo nel caso specifico delle semplificazioni ai fini IVA. Se aderisci a questo regime:

  • non devi addebitare l’IVA in fattura ai clienti, né detrarre l’imposta assolta sugli acquisti;
  • sei esonerato dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e di presentazione della relativa dichiarazione annuale;
  • non sei tenuto a registrare le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti.

Restano però dei casi in cui l’obbligo di assolvimento dell’IVA rimane, come per esempio: acquisti intracomunitari, prestazione di servizi “generiche” ricevute da soggetti esteri e reverse charge.

Per quanto riguarda le semplificazioni in materia di imposte sui redditi, chi aderisce al regime:

  • non dovrà pagare l’IRAP;
  • non avrà l’obbligo di tenuta delle scritture contabili (fermo restando l’obbligo di conservare i documenti previsti);
  • non sarà soggetto a ritenuta alla fonte sui ricavi e compensi;
  • non opererà le ritenute alla fonte;
  • non applicherà i modelli ISA nella dichiarazione dei redditi.

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