La Legge n. 190/2014 ha introdotto il regime fiscale c.d. “forfetario”.
Il regime agevolato è riservato alle persone fisiche che realizzano ricavi o compensi inferiori ad € 85.000 (limite aumentato dai precedenti € 65.000 dalla legge di Bilancio 2023), e prevede la determinazione del reddito con l’applicazione ai ricavi/compensi di un coefficiente di redditività differente a seconda del tipo di attività svolta.
Il reddito è assoggettato ad un’imposta sostitutiva pari al 15%.
Inoltre:
Ma quali sono nello specifico i requisiti per accedere al regime agevolato?
Per accedere al regime forfetario bisogna soddisfare tre principali requisiti:
Come visto all’inizio, la somma dei ricavi e dei compensi dell’attività non deve superare gli 85.000 € annui.
La somma delle spese sostenute per il personale e per il lavoro accessorio non può superare l’importo massimo di € 20.000.
La Legge di Bilancio 2020, oltre alle varie modifiche apportate al regime forfetario, ha inoltre previsto un sistema di premialità per incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica.
Cosa succede se il limite di ricavi e compensi viene superato?
In questo caso la Legge di Bilancio del 2023 stabilisce che:
Se successivamente i requisiti prescritti torneranno a essere rispettati, si potrà rientrare nel regime agevolato nell’anno successivo a quello di mancato superamento dei limiti.
Il regime forfetario offre anche diversi vantaggi, che non si limitano ad un’aliquota più conveniente. Infatti, con questo regime fiscale si ha diritto ad una serie di semplificazioni contabili e fiscali, come quelle relative all’IVA e le imposte sui redditi.
Entriamo nel caso specifico delle semplificazioni ai fini IVA. Se aderisci a questo regime:
Restano però dei casi in cui l’obbligo di assolvimento dell’IVA rimane, come per esempio: acquisti intracomunitari, prestazione di servizi “generiche” ricevute da soggetti esteri e reverse charge.
Per quanto riguarda le semplificazioni in materia di imposte sui redditi, chi aderisce al regime: